Da Meo Patacca ristorante a Roma

amatricianaIl Ristorante Da Meo Patacca è nato nell’estate del 1959 per iniziativa dell’attore californiano Remington Olmsted, romano d’adozione e grande appassionato di cucina. Con l’apertura di questo locale, “Sor Remy” realizzava un sogno accarezzato da tempo: unire l’amore per il cinema a quello per il buon cibo e far rivivere nella Roma dei suoi tempi l’ambiente di una tipica osteria romana del XIX secolo con i suoi profumi, i suoi sapori e la sua atmosfera unica.

Non a caso, per rendere lo scenario ancora più realistico e suggestivo, Remington scelse di collocare la sua osteria romanesca in piazza dei Mercanti a Trastevere, dove ancora oggi si trova. Piazza dei Mercanti, in particolare, è un luogo ricchissimo di storia: qui, infatti, in passato si incontravano i mercanti, i capitani e i marinai che approdavano con le loro imbarcazioni nel vicino porto di Ripa Grande. Nel suo cinquantennio di attività, il ristorante ha conservato intatto lo spirito con il quale è stato fondato: per questo, ancora oggi, Da Meo Patacca è il punto di riferimento per turisti e buongustai che vi trovano i sapori genuini della più autentica cucina romana, uniti alla straordinaria sensazione di tornare indietro nel tempo.

Gli interni sono la fedele riproduzione di un’osteria romana dell’Ottocento; nelle giornate miti e soleggiate, i tavoli apparecchiati all’aperto permettono di immergersi nella suggestiva cornice trasteverina di Piazza dei Mercanti. Nel più puro spirito romanesco, le deliziose specialità della casa sono accompagnate da battute, stornelli e musica dal vivo proposti da musicisti professionisti e da personale in costume d’epoca, per ricreare fra le tavolate la divertente atmosfera di “caciara” e di calore familiare tipica delle antiche osterie romane. L’arredo del ristorante, curato fin nei minimi particolari, crea un’affascinante e pittoresca riproduzione delle locande ottocentesche: i lumi a gas, le candele e le padelle a olio diffondono nelle sale una incantevole luce soffusa. Assolutamente da non perdere sono le “serate di degustazione”, eventi esclusivi a numero chiuso dove cuochi e sommelier realizzano particolari abbinamenti fra vini e piatti caratteristici. Anche dal punto di vista culinario, il ristorante si è sempre attenuto fedelmente all’intento del fondatore, conservando intatte le antiche tradizioni e proponendo solo ricette dell’autentica cucina romana. Quella romana è una cucina popolare, rustica e povera: le sue ricette sono semplici ma ricchissime di gusto. Principalmente a base di carne, frattaglie e grassi animali, questa cucina custodisce in sé il fascino e i segreti di un mondo ormai scomparso dove prevale l’amore per la qualità, la genuinità e i buoni sapori.

Protagoniste della maggior parte dei piatti sono le carni (agnello, bovino, maiale) e, in particolare, il “quinto quarto” che comprende tutte le interiora commestibili quali trippa, rognoni, cuore, fegato, milza e animelle; altre parti utilizzate sono la lingua e soprattutto la coda, che viene solitamente cucinata alla vaccinara. Fra gli alimenti di origine vegetale, le ricette romane impiegano soprattutto i legumi, i broccoli, la cicoria, le puntarelle e i carciofi; largamente utilizzate sono le erbe aromatiche come la mentuccia, l’alloro, la salvia e il rosmarino. Tra i prodotti ittici spiccano il baccalà e le alici. Attenendosi scrupolosamente a questi dettami, la cucina del ristorante Da Meo Patacca propone i migliori piatti della cultura alimentare romana preparandoli con la stessa cura e dedizione delle antiche cucine domestiche. Per l’attenzione alla qualità delle materie prime, della preparazione e del servizio, il locale ha ricevuto la prestigiosa “Certificazione della ristorazione tipica” del progetto Fipe che mira ad incentivare le tradizioni gastronomiche e le produzioni tipiche locali.

Cosa potrete gustare al ristorante Da Meo Patacca?
Sicuramente la migliore pasta all’amatriciana, della quale vengono proposte diverse varianti; e ancora i maccheroni con la ricotta, i rigatoni cacio e pepe, gli spaghetti alla carbonara, le minestre di verdure e legumi. Fra i secondi piatti che delizieranno il vostro palato ci sono l’abbacchio (arrosto, al forno o in padella), il manzo in umido, la pajata al sugo, la trippa e la coda alla vaccinara. Non mancano i formaggi tipici e l’ampia scelta di contorni preparati con patate, carciofi, broccoli, peperoni, pomodori, cicoria e altri gustosi vegetali. Si chiude in bellezza con gli squisiti dolci tipici: mostaccioli, bignè, panpepato e pangiallo, solo per citarne alcuni. Atmosfera, sapori e colori: qui gli ingredienti per mangiare bene in allegria ci sono tutti. Per questo, il ristorante Da Meo Patacca è da cinquant’anni una meta altamente consigliata per chi vuole assaporare tutto il gusto della vera tradizione romana.

Oristano: tra Candelora e Sartiglia

candelora oristanoLa Sardegna attende con impazienza la Candelora, una ricorrenza che nell’isola viene vissuta con particolare interesse.

Nelle piazze di Oristano, cittadina del Campidano affacciata sulla costa occidentale della Sardegna, la Candelora acquisisce un significato tutto particolare: il due febbraio, infatti, alle ordinarie celebrazioni religiose, fa da contraltare la nomina dei Componidoris, le due persone che ricevono dal popolo il compito di guidare la futura Sartiglia. Quest’ultima affonda le sue origini nel XIV secolo e consiste in una giostra che si tiene durante il martedì grasso.

Migliaia di persone affollano le strade e le piazze della cittadina sarda per assistere a quella che è considerata una delle coreografie carnevalesche più spettacolari di tutta l’isola. La Sartiglia riporta alla memoria antichi duelli, nobiltà decadute e gli antichi costumi che connotavano le realtà agricole e pastorali della zona. Proprio a queste ultime doveva essere legata inizialmente la festa della Sartiglia, il cui nome fa riferimento al latino sors, sorte, e che serviva a propiziare raccolti fecondi ed una buona fertilità della terra. Le radici della Sartiglia sono antichissime e si fanno risalire alle giostre militari che in passato venivano utilizzate per addestrare le milizie a cavallo.

L’usanza venne introdotta con ogni probabilità dai Crociati, che dovevano aver appreso la pratica dai Saraceni, gli allora nemici del continente europeo e della cristianità. La Sardegna subì particolarmente l’influenza dei Mori per la sua vicinanza alle coste spagnole e tale pratica doveva essere stata mutuata direttamente dalle giostre cavalleresche arabe praticate in terra spagnola. La presenza della Sartiglia ad Oristano si fa risalire infatti già al XIII secolo, quando fu probabilmente introdotta nell’allora Giudicato di Arborea dalla Corte Aragonese. Col passare dei secoli la giostra equestre originaria deve aver subito numerose modifiche ed evoluzioni, fino a coinvolgere le classi sociali più basse, dopo che per secoli aveva connotato le manifestazioni delle classi più ricche e nobiliari.

La tradizione vuole che la mattina della Candelora, al termine della funzione religiosa, il Presidente Maggiore (in dialetto locale definito S’Oberaiu Majoure) consegni il simbolo della corporazione, il cosiddetto gremio dei contadini, a colui che è stato appena designato quale Componidori della confraternita appena citata. Il simbolo consiste in un cero ornato da fiocchi rossi, che si contrappone al cero dai fiocchi rosa e celesti che il Majorale en Cabo dona al Componidori che avrà il compito di guidare l’opposta confraternita dei falegnami. La cerimonia della donazione dei ceri si carica di note solenni e rappresenta l’investitura ufficiale dei due Componidoris, che a distanza di poco più di una settimana avranno il compito di guidare l’attesissima Sartiglia. L’investitura solenne dei Componidoris inaugura ufficialmente il Carnevale oristanese. Alla nomina seguono le parate organizzate dai soci dei due gremi, che al termine della cerimonia prendono a sfilare per le vie della città accompagnati e celebrati da musici, tamburini, trombettieri e da tutto il popolo in festa.

Al termine della parata, la giornata della Candelora ad Oristano si conclude con un rito bene augurante: i Componidoris, i gremi ed i cavalieri festeggiano l’investitura mangiando i tipici dolci alla mandorla e sorseggiando la vernaccia, il vino doc prodotto unicamente nella provincia di Oristano.

Vivere Piazza San Pietro

piazza san pietroPiazza San Pietro è la culla della cristanità mondiale. Costantemente brulicante di genti, devozione, allegria, misticismo ed entusiasmo, è uno dei luoghi imperdibili di Roma. Non si può scegliere di visitare la città eterna, senza dedicare almeno una giornata intera a questa magica piazza.

La piazza, che delimita il confine tra lo stato italiano e quello vaticano, presenta due varchi di accesso: quello di Porta Angelica, e quello di via della Conciliazione. Sorge in una piccola valle che si interpone tra il colle Vaticano e quello del Gianicolo; valle che, nella Roma Antica, era destinata ad ospitare il Circo di Nerone.

Le dimensioni della piazza sono imponenti, caratteristica apprezzabile sopratutto osservandola dall’alto. Lo spazio è suddiviso in due porzioni: la prima, a forma di trapezio, che accoglie la Basilica di San Pietro; la seconda, più grande, di forma ovale col maestoso obelisco Vaticano che si staglia al suo centro. A congiungere tra loro queste due aree, l’imponente colonnato opera di Gian Lorenzo Bernini
Le ellissi della piazza misurano 240 m di larghezza, all’incirca quanto il Colosseo, secondo le precise volontà del Bernini; mentre il colonnato è costituito da una quadruplice fila di 284 colonne in stile dorico e 88 pilastri, coronato da 140 statue di santi alte più di tre metri.

Queste informazioni di carattere storico artistico, sono preziose per coloro che si recano a Piazza San Pietro in “veste” di turisti. Ruolo che, probabilmente, almeno una volta nella vita abbiamo assunto un po’ tutti e che, inevitabilmente, culmina con la visita alla Basilica e la suggestiva ascesa al suo “cupolone”. A questo proposito suggerirei un posto confortevole dove dormire in questa zona: pulito, accogliente, gestito da gente cortese e disponibile, una guest house “atmosfere”, in via Leone IX, personalmente mi sono trovato molto bene.
Tornando alla Piazza, il turismo non è l’unico modo di viverla. Ne esistono molteplici altri, legati prevalentemente al ruolo di fedeli e pellegrini.

Si pensi a coloro che la domenica affollano la piazza per ascoltare la Santa Messa, l’Angelus, e ricevere la benedizione papale.
Gli eventi religiosi, del resto, non si limitano alla sola giornata domenicale. Anzi, da quando è asceso al soglio pontificio Papa Francesco si sono pure moltiplicati. Basti pensare alla benedizione delle coppie di fidanzati, voluta dal Santo Padre nel giorno di San Valentino; o ancora, alla recentissima benedizione dei “bambinelli” da apporre nel presepe, perfettamente in tema col clima natalizio che stiamo vivendo in questi giorni.

Vivere Piazza San Pietro vuol dire, anche, viverne intensamente i dintorni, il circondario; dove pullulano le occasioni di ristoro, di shopping, e anche di dedicarsi ad altre opportunità di turismo storico culturale.

La via più facile, per chi si muove a Roma col trasporto pubblico, per giungere a Piazza San Pietro è quella di servirsi della metropolitana. Occorre prendere la linea A e scendere alla stazione Ottaviano. Da qui, in soli dieci minuti a piedi percorrendo via Ottaviano e via di Porta Angelica, si giunge alla piazza.
Tale percorso è disseminato di ristoranti tipici dove pranzare, nonchè negozi di souvenir dove fare shopping. tutto ciò che acquistate non è ancora stato benedetto; quindi ricordatevi di farlo benedire da un sacerdote all’interno della basilica.

Dal momento che siete entrati da Porta Angelica, per uscire dalla piazza consigliamo di percorrere invece Via della Conciliazione. In nove minuti circa raggiungerete il lungo Tevere e Castel Sant’Angelo. Oltre ad ammirare il sempre suggestivo spettacolo dei ponti che attraversano il fiume, potrete anche visitare gli interni del castello (denomitato anche Mausoleo Adriano). La struttura è oggi adibita a museo, ripartito in più livelli e percorsi di visita.

A proposito di Musei. Gli amatori non possono fare a meno di visitare i musei Vaticani. Qui potrete ammirare le splendide sale affrescate da Raffaello, l’area egizia, la pinacoteca e, forse la sua attrazione più amata nel mondo, la cappella Sistina col famosissimo Giudizio Universale di Michelangelo.
Per raggiungere i musei dalla piazza è necessario uscire nuovamente da Porta Angelica, e percorrere via del Mascherino. Ancora una volta si tratta di poco più di 10 minuti.
Terminata la visita ai musei, potrete approfittarne per gustare il miglior gelato di Roma dal Old Bridge, in via Bastioni di Michelangelo.

Tutte le strade portano a Roma e tutte le strade di Roma portano alle piazze

piazza matteiVero e proprio museo a cielo aperto, Roma è famosa non soltanto per i suoi palazzi ed i suoi monumenti ma anche per le sue bellissime piazze, che durante le serate estive radunano i romani alla ricerca di un po’ di refrigerio e che tutto l’anno ospitano migliaia di turisti intenti ad ammirarne le suggestive bellezze.

Al fasto architettonico, questi splendidi luoghi di ritrovo uniscono la comodità dei servizi offerti da varie attività commerciali quali bar, enoteche, pub, ristoranti, gelaterie e trattorie tipiche. In tal senso, le piazze del centro storico si rivelano maggiormente attrezzate per venire incontro alle aspettative dei visitatori, offrendo loro un assaggio delle specialità tipiche locali; le piazze delle zone periferiche, invece, appaiono più attente alle esigenze del vivere quotidiano e abbondano di circoli culturali, centri ricreativi, cinema, caratteristici mercatini e diverse comodità come uffici postali, negozi, librerie, supermercati e servizi di vario tipo. Questa complementarietà offre al turista la possibilità di conoscere a fondo lo spirito di una delle città più belle del mondo: attraverso le sue piazze, infatti, Roma svela le sue mille sfaccettature fatte di storia, poesia e quotidianità.

Fra le più visitate dai turisti sono da ricordare Piazza San Pietro, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, Piazza Colonna, Piazza della Rotonda, Piazza Navona, Piazza Venezia e Piazza Trevi. Accanto a queste “tappe obbligate”, il percorso turistico di Roma non può prescindere da una visita alle piazze meno conosciute ma ricchissime di suggestione, come Piazza della Minerva, Piazza San Giovanni in Laterano, Piazza Santa Maria Maggiore, Piazza Barberini, Piazza Campo dè Fiori, Piazza Farnese, Piazza Santa Maria in Trastevere con la sua Basilica, Piazza Mattei e Piazza Minciò. Qui si possono ammirare scorci di rara bellezza ed assaporare il piacere della vita degli antichi borghi della città, la cui atmosfera è in molti casi rimasta intatta.

Piazza Mattei, in particolare, è una piazza piccolissima stretta fra antichi palazzi ed impreziosita dalla fontana delle Tartarughe; altrettanto caratteristica è Piazza Minciò, sita nell’elegante quartiere Coppedè, che spicca per i suoi edifici dalla forma irregolare e per la fontana delle Rane. Fra le più belle soste enogastronomiche occupa un ruolo di primo piano Piazza Farnese, che è possibile ammirare nelle sue forme classiche e pulite gustando una tazza di tè al celebre “Caffè Farnese“. Agli amanti del buon vino, invece, Piazza Navona e i suoi dintorni offrono l’opportunità di assaggiare un ottimo bicchiere di frascati e tanti squisiti piatti locali presso le numerose enoteche della zona, come l’”Enoteca Bleve” sita nel lussuoso palazzo Lante della Rovere.

Piazza Buenos Aires, un angolo di refrigerio estivo

piazza buenos airesRoma offre un’infinità di attrazioni turistiche. Chi mette piede per la prima volta nella capitale non può esimersi dal visitare i simboli della città come il Colosseo, San Pietro, Fontana di Trevi, il Pantheon. In realtà la metropoli brulica di musei, chiese, monumenti e piazze. Ci sono piazze a Roma che ospitano importanti fontane, scalinate rilevanti e giardini incantevoli, ce ne sono altre meno conosciute ma che meritano ugualmente molta attenzione. Infatti se vi capita di trovarvi a Roma per la seconda o terza volta, vi consiglio di allontanarvi dai consueti luoghi comuni per scoprire mete alternative.

Poco lontano dal quartiere Coppedé, (tutto realizzato in stile liberty), tra via Po e via Tagliamento , si trova Piazza Buenos Aires, qualificata dai romani con il suo vecchio nome di Piazza Quadrata. La sua posizione strategica permette al turista e a chi ci vive di spostarsi facilmente all’interno della città utilizzando oltre che l’automobile anche diversi mezzi pubblici. Dalla stazione Termini si raggiunge la piazza prendendo la linea 92; si arriva a destinazione in 10/15 minuti. Dall’aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci, si prende il trenino che porta a Termini e da qui si prosegue con la linea 92. Lo stesso percorso è auspicabile per chi fa scalo all’aeroporto di Ciampino. Se si scende alla stazione Tiburtina, si raggiunge Piazza Buenos Aires prendendo la linea B della metropolitana direzione Laurentina, si scende al Policlinico e poi si prosegue con la linea 3 o 19. Oltre ad avere a disposizione diverse postazioni taxi la piazza è disseminata di fermate d’autobus dirette ovunque da San Pietro a Verano, da Trastevere a Via del Corso.

Piazza Buenos Aires segna il confine tra la parte lussuosa della capitale, i Parioli, dove si vede gente alla guida di grosse automobili, altolocata e vestita distintamente e la zona universitaria dove i ragazzi con la borsa sulle spalle affondano gli occhi sui libri. Due mondi tanto diversi, ma tanto uguali, da un lato c’è chi ce l’ha fatta e dall’altro chi spera un giorno di potersi costruire quel livello sociale.

Grazie a questa convivenza di modi diversi di vivere, piazza Buenos Aires offre diversi tipi di divertimento: dalla trattoria che propone una cucina tradizionale e tipicamente romana, alla discoteca storica dove trascorrere la serata e aspettare che il sole annunci l’arrivo del nuovo giorno. Ci sono locali che oramai sono diventati punti di riferimento della zona, non solo per gli stessi abitanti ma anche per i turisti.

Quando d’estate l’aria romana diventa rovente e afosa, la gente corre alla ricerca dei “nasoni” le tipiche fontanelle romane, oppure il refrigerio lo cerca nelle bibite fresche. Una valida alternativa la propone un chiosco che si trova in Piazza Buenos Aires alla fine di Viale Regina Margherita. In questo caratteristico luogo oramai in vita da molti anni, si può gustare il Lemoncocco: una bevanda fredda a base di cocco, limone e di gelatissimo cremolato. Il Lemoncocco si prepara unendo acqua, sciroppo di cocco, la scorza di mezzo limone e cremolato ossia, ghiaccio tritato e sciroppo di frutta. Il chiosco è il punto di ritrovo di molti romani e turisti di passaggio. Chi assaggia per la prima volta il Lemoncocco, rimane estasiato dalla sua freschezza: è un prodotto caratteristico della zona che non si dimentica facilmente.

Piazza Buenos Aires è rinomata anche per la presenza di VA SANO, un negozio che vende solamente prodotti francesi. In questo coppedeluogo gastronomico si possono trovare vini francesi di Bordeaux, Champagne, il foie gras, i croissant, i formaggi e le confetture. Ci sono inoltre locali come il PIPER che aprono all’alba e chiudono a notte inoltrata dove è possibile consumare un aperitivo e organizzare una cena, per concludere la serata con musica da discoteca o dal vivo.

Piazza Buenos Aires non è soltanto divertimento e shopping, ma anche arte. La Beata Maria Vergine Addolorata è una chiesa costruita nel 1910 e terminata nel 1930. Il suo stile romanico-bizantino mostra una facciata costruita in mosaico che raffigura al centro l’Agnello simbolo di Cristo e ai lati i quattro evangelisti, nella parte inferiore sono mostrate dodici pecore che rappresentano gli apostoli, tutto accompagnato da flora e fauna tipicamente sud africana.

Insomma consiglio vivamente di fare un giro da questa parte della città un po’meno turistica ma ricca di vita.

Le piazze romane

piazza di spagnaIl turista non frettoloso che esce dalla Stazione Termini, e avanza nella grande piazza prospiciente e poi in una delle grandi strade radicali, rimane sempre più interessato e affascinato da case e mura costruite da artisti di ogni epoca. Accanto a un campanile romanico sorge un arco romano, e più avanti un severo e armonioso palazzo cinquecentesco strizza l’occhiolino a una chiesa barocca. Ricche fontane settecentesche si alternano con grandi basiliche, palazzi, parchi, giardini, colonne, archi e ruderi imponenti, e vecchi più di duemila anni. Ogni edificio ha un suo stile e una sua storia; questa varietà non può certo arrecare noia al turista, il quale vede una città che non si ripete mai e sempre si rinnova.

La particolarità di Roma sono proprio le sue piazze, qualcuna con il tempo è scomparsa, altre oramai fanno parte della storia. Da queste piazze è possibile ammirare panorami caratteristici della città che ogni giorno vengono frequentate dai turisti. In estate il popolo romano si riversa nelle piazze per cercare un po’ di refrigerio dall’afa notturna. Le piazze romane come quelle che si trovano nel quartiere di Trastevere, spesso si adornano d’importanti monumenti, per questo il visitatore non disdegna di fermarsi ad ammirare la loro bellezza e i negozi che vi si affacciano.

Una delle piazze più famosa della capitale è Piazza di Spagna, con la scalinata della Trinità dei Monti, stupenda opera architettonica del barocco romano. Sullo sfondo s’innalza la chiesa della Trinità dei Monti, iniziata nel 1495 per ordine di Carlo VIII. Sulla scalinata i ragazzi durante le sere estive, trovano il coraggio di dichiararsi alla propria amata. Attraversando la piazza si raggiunge Via Condotti, dove è rinomata in tutto il mondo per i suoi negozi di lusso: Tiffany, Dior, Valentino, Armani. E’ la via dello shopping firmato. A volte è un piacere soltanto passeggiare lungo questa strada e ammirare le meravigliose vetrine, sognando di indossare un gioiello o un abito esposto in vetrina.

Da Piazza di Spagna, attraversando Via del Babbuino si arriva a Piazza del Popolo, dove c’è la Basilica Parrocchiale Santa Maria che custodisce la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione sulla via di Damasco”, due opere di Caravaggio presenti nella cappella Chigi. Imboccando il Corso ci si può dedicare allo shopping.

Spostandosi con la metro si scende a Barberini, qui c’è un’altra importante piazza: Piazza Barberini. Al centro c’è la Fontana del Tritone, è sicuramente una delle più suggestive fontane della capitale. Dopo aver scattato qualche foto, si può andare a prendere un gelato o un aperitivo a Via Veneto, altrimenti ci sono in zona molti locali dove sostare. Se si vuole consumare un pranzo spendendo poco, è possibile incontrare qualche osteria locale dove è possibile gustare i piatti tipici della cucina romana.
piazza navonaPer chi ama la mondanità la passeggiata comincia a Campo de Fiori. La piazza ospita il mercato all’aperto, mentre la sera offre ristoranti e bar per intrattenere i romani e i turisti. I giovani animano le serate estive e regalano molta vivacità alla piazza, in contrasto con la statua di Giordano Bruno morto proprio lì sul rogo. Se si attraversa Corso Vittorio Emanuele si arriva a Piazza Navona, che ritorna in possesso dei romani solo nel periodo di Natale e della Befana, perché per i restanti giorni dell’anno viene presa d’assalto dai turisti. La piazza è circondata da tavoli all’aperto, ristoranti, gelaterie e negozi vari. Nelle vicinanze c’è la Chiesa di San Luigi dei Francesi dove è possibile ammirare i dipinti di Caravaggio. Proseguendo con la passeggiata si arriva a Piazza della Rotonda, dove s’erge il Pantheon, il tempio che i romani dedicarono a tutti gli dei. Il monumento è privo di finestre, il suo interno è illuminato da una grande porta, che rappresenta l’unica entrata di luce, oltre al foro al centro della cupola.

San Pietro per antonomasia rimane però la piazza che abbraccia tutto il mondo, una delle più belle creazioni dell’arte rinascimentale. La Cupola di San Pietro è una maestosa e superba opera architettonica, fu ideata e progettata da Michelangelo, il quale seguì i lavori dal 1546 al 1564. La cupola venne terminata 25 anni dopo da Giacomo della Porta e Domenico Fontana. Quando ci sono le udienze del Papa, il mondo s’incontra a Piazza San Pietro che non è solo un’attrattiva turistica, ma un luogo mistico e di preghiera. Insieme al Colosseo questa piazza non manca mai nell’itinerario turistico della capitale.

Piazza Fiume, la comodità della vita nel quartiere

piazza fiumeNumerosissimi sono i monumenti stupendi che Roma antica ci ha lasciato. Si può dire che non vi è strada che non conservi qualche resto: colonne, archi, templi, palazzi, mausolei, terme. Ormai sono rovine che hanno sofferto più per opera dell’uomo che per quella del tempo. Sono comunque opere ancora imponenti.

Roma appare formata da due città, una dentro l’altra. La città più antica è racchiusa entro le cosiddette mura di Servio Tullio, innalzate però dopo l’invasione dei Galli, quindi posteriori al re di cui portano il nome. L’altra più esterna è limitata dalle mura aureliane. Infatti Roma, col trascorrere dei secoli, si ingrandì sempre più; nel 271 dopo Cristo l’imperatore Aureliano, a difesa della città, innalzò una nuova cinta di mura che racchiudeva una superficie estesa poco meno di quella di Roma attuale.

Piazza Fiume è l’esempio di quello che è stato detto fin’ora, dove è possibile scorgere edifici del passato, mischiati con costruzioni dell’architettura moderna. Piazza Fiume è stata realizzata per migliorare la viabilità di Roma, dopo la demolizione di Porta Salaria. Nel 1871 quando le due torri ai lati della porta furono abbattute, vennero portate alla luce alcune tombe incorporate. Oggi questi sepolcri sono contenuti all’interno della città aureliana. Nella parte orientale, sotto la torre, c’è il sepolcro di “Quinto Sulpicio Massimo”, un ragazzo morto a undici anni. Nella terza edizione del “Certamen”, il giovane venne insignito della corona al merito per aver suscitato molto interesse da parte dei giudici nonostante non avesse vinto il concorso. Il cippo è alto 1,61 metri ed è in marmo. Sul lato occidentale della torre, all’esterno delle mura, sono conservate altre tombe, risalenti al I secolo Avanti Cristo, tra queste c’è la tomba circolare di Cornelia, figlia di Scipione. A Piazza Sallustio invece, a 14 metri sotto il livello della strada, sono stati rinvenuti le rovine di un edificio di grandi dimensioni, da poco restaurato.

Vicino a Piazza Fiume c’è Porta Pia, anche questa è una bella struttura realizzata da Michelangelo Buonarroti, ma diventata famosa nel 1870, quando si consumò la battaglia tra le truppe pontificie e le truppe italiane, che segnò la fine del potere papale e il ritorno di Roma all’Italia. Oggi Piazza Fiume accoglie l’innovazione coniugata alla storia. Nel centro storico della piazza ci sono diversi ristoranti dove è possibile gustare i piatti tipici della capitale. Il turista che si trova di passaggio per Piazza Fiume, difficilmente passa dritto davanti a una gelateria, una pizzeria o un bar. In questa zona i negozi sono molti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La zona è collegata con autobus e metro, si trova a pochi metri da Villa Borghese, Via Veneto, Piazza della Repubblica, Via Nazionale. Qualche hotel è collocato all’ingresso delle antiche mura di Roma, a pochi metri dalla Stazione Termini e a qualche chilometro dal Colosseo e da tutte le principali attrazioni turistiche, facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. In genere gli alberghi sono situati all’interno di edifici residenziali, ben arredati e completi di tutti i migliori comfort.

Piazza Fiume non è attrezzata per soddisfare soltanto il turista, ma anche chi fortunatamente ha la possibilità di abitarvi, infatti il mercato popolare permette alla gente di incontrarsi, scambiare qualche parola, scegliere i prodotti genuini a prezzi competitivi. Soprattutto sono molto apprezzati i banchi della frutta e della verdura, dove è possibile reperire alimenti di stagione e di provenienza nazionale. Se si è alla ricerca di un luogo dove rilassarsi, prendere un caffè in compagnia o consumare una colazione o un pranzo, il posto giusto è il New Age Café, bar e ristorante di giorno e punto di ritrovo la sera, soprattutto nella stagione calda quando vengono allestiti i tavoli esterni al locale. A ridosso delle Mura Aureliane, precisamente a Via Piave c’è Friends, il posto giusto dove farsi servire l’aperitivo. Il locale è frequentato da impiegati, infatti in questa zona sono concentrati un gran numero di uffici.

Per chi ama lo shopping Piazza Fiume offre una varietà di negozi. Il polo in grado di accogliere l’innovazione, il moderno e il classico sono i magazzini della Rinascente. Dalla Stazione Termini è possibile raggiungerli prendendo il bus numero 38. L’edificio si trova di fronte le Mura Aureliane, un esempio mastodontico di modernità in un contesto artistico antico. I magazzini presentano una vasta gamma di prodotti per la casa, abbigliamento, accessori, delle più prestigiose marche. E’ l’ambiente ideale per riscoprire le ultime tendenze proposte da esclusivi brand. Il piano terra è dedicato alla casa, i piani superiori sono riservati alla moda donna, uomo e bambino. E’ possibile fare shopping di alto livello tutti i giorni della settimana fino alle 21.00.

A Piazza Fiume ancora esistono le piccole botteghe artigianali, come il Laboratorio di restauro Fiore Antichità, un luogo incantato dove si effettuano restauri di mobili. In questo negozio, senza tempo, si possono acquistare anche mobili restaurati con le più raffinate tecniche del rifacimento a prezzi davvero vantaggiosi nel rispetto dell’antico. Nel cielo splendido di Roma Piazza Fiume sa ancora parlare della grandiosità di questa città che ha dato tanta civiltà all’Europa e al mondo intero.

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