Diamante, come sapere qual’è il suo valore

09-17-FTDiamonds__01Una delle frasi ricorrenti nell’ambito dei preziosi è “un diamante è per sempre” che riesce a sintetizzare tutto il valore di questa meravigliosa pietra: da un lato si tratta di una pietra non solo splendida alla vista, ma anche oggetto di regalo di fidanzamento in nome di un amore eterno, dall’altra è assolutamente incorruttibile e ha una durata illimitata nel tempo.

Ma cos’è veramente il diamante? Quali sono le sue caratteristiche? Come si calcola il suo valore?

Il diamante in realtà è una delle forme differenti in cui si presenta, in natura, l’elemento del carbonio. Il diamante è in particolare costituito da un reticolo composto da atomi di carbonio disposti in una precisa struttura che ha la forma di un ottaedro, ossia a 8 facce. Dal punto di vista della loro genesi, i diamanti si vengono a formare nel mantello terrestre, a grandissime profondità, tali per cui c’è una pressione altissima, requisito necessario alla formazione del diamante. I diamanti che vengono trovati in superficie si suppone provengano da una profondità del sottosuolo che va da 150 km a 225 km.

I diamanti hanno colore e dimensioni dei cristalli che possono anche essere molto diversi tra loro. Il record è quello del diamante denominato Cullinan, che fu trovato nel Sudafrica: aveva un peso di 3.025 carati, ossia di 605 grammi circa ed era perfetto sia come limpidezza che nel suo colore. Successivamente fu tagliato in 105 pietre diverse che andavano dai 500 ai 300 carati ciascuna.

Attualmente il diamante più grande è quello chiamato il Golden Jubilee che ha 545,67 carati ed è stato trovato nel 1985 in Sudafrica.

I diamanti che non risultano idonei a diventare gemme per le loro non perfette caratteristiche di luce e di colore vengono usati nell’industria in quanto hanno un costo inferiore ma hanno le loro caratteristiche di durezza assolutamente invariate.

Proprio a causa della sua durezza un diamante può essere tagliato o graffiato soltanto da altri diamanti. Il diamante inoltre riesce a conservare a lungo la sua lucidatura e resiste perfettamente a ogni tipo di usura: è questo il motivo, in aggiunta alla sua brillantezza e alla sua luce perfetta, per cui viene usato ampiamente nel campo della gioielleria.

Se si desidera acquistare un diamante perché sia montato su di un anello da fidanzamento o se si vuole fare soltanto un ottimo investimento, ma non si conoscono i criteri che possono guidare alla corretta scelta di un diamante, questi consigli possono essere estremamente utili.

Per quanto riguarda il valore di un diamante i fattori che determinano la qualità di un diamante sono identificati dalle quattro famose “C”, che provengono dalle iniziali dei quattro termini inglesi, e precisamente clarity, colour, cut e carat, che significano purezza, colore, taglio e peso, cioè caratura.

Per ciò che riguarda solo il colore, i diamanti sono tanto più puri quanto più sono incolori e trasparenti: infatti sono chiamati “Colorless”. Seguono i diamanti incolori, chiamati “Near Colorless” e alla fine le gemme che sono colorate, ossia le “Slighty Tinted”.

I diamanti incolori (colorless) non appaiono in effetti proprio così alla vista, in quanto le sfaccettature fanno sì che tutti i colori che sono presenti nell’ambiente vengano riflessi. L’impurezza che si trova più comunemente è quella dovuta all’azoto presente nella pietra e che attribuisce ad essa un colore giallino. La colorazione invece che si riscontra più raramente è il rosa o il rosso: i diamanti di questi colori sono in genere piuttosto piccoli. Esistono anche i diamanti blu e quelli verdi, ma questi ultimi sono davvero molto rari.

Passiamo ora alla purezza: le inclusioni che si possono eventualmente riscontrare si chiamano “carboni”, ma solo le eventuali fessure naturali, dette anche “ghiacciature” sono considerati difetti, o anche le tracce della sfaldatura e le “linee di accrescimento” cosiddette della pietra all’origine. In ordine di purezza il diamante si può definire IF (Internally Flawless) o F (Flawless). L’Istituto geologico americano ha definito una scala per la purezza dei diamanti usata a livello internazionale.

Tagliare una pietra grezza per farla diventare diamante da usare in gioielleria è un’operazione particolarmente delicata e difficile: prima di tagliare la pietra, il gemmologo deve prendere in considerazione la forma che deve avere il taglio, le proporzioni, il tipo di simmetria ed eventuali difetti della lucidatura. Se vengono commessi errori si può avere una diminuzione del valore del diamante. Il taglio in commercio più comune è il rotondo, chiamato anche a brillante, che ha minimo un numero di 57 faccette e inferiormente una tavola. Questa è la principale differenza tra il brillante e il diamante che i più confondono. Altri tagli molto diffusi sono quello a cuore, a trapezio, brillante ovale, a goccia, a marquise, a carré e tantissimi altri.

I diamanti di meno di un carato si possono suddividere in tre categorie: i “very good” che hanno un’eccezionale brillantezza, i “good” con brillantezza inferiore ed elementi visibili e alla fine i “poor” con difetti, più scadenti.

L’unità di peso dei diamanti è il carato che corrisponde a circa 200 milligrammi. I diamanti di grandi dimensioni sono più pesanti e valgono molto di più di quelli piccoli.

Per poter scegliere un diamante bisogna anche usare un’apposita lampada con una luce “fredda”, che simula la luce del giorno: se si vede il diamante solo con la lampada a spettro della gioielleria, quando che va all’esterno, si può notare che la lucentezza è inferiore.

Infine ogni diamante acquistate deve essere sempre accompagnato da un certificato in cui si riportano le caratteristiche della pietra, quasi una carta d’identità. Se il diamante ha poi un’incisione, fatta con il laser, con il numero del certificato, ha davvero gran valore.

Anche le proporzioni del taglio sono importanti, ossia le proporzioni e la finitura del diamante lavorato. Se un diamante ha delle proporzioni di tipo “very good” la sua brillantezza è ottimale. Se ha proporzioni “good ” la gemma ha un aspetto piuttosto spento.

Dal punto di vista commerciale esiste un vero e proprio listino prezzi, denominato “Rapaport Diamond Report” nel quale sono riportati i prezzi dei diamanti, da 0.01 a 5.99 carati. Il prezzo è in base non solo al peso, ma anche al colore, alla purezza e al suo taglio.

Un ultimo consigli: è bene scegliere un diamante con “vita”, ossia che abbia una grande lucentezza e brillantezza. Acquistare un diamante a Roma è consigliato rivolgendosi alla IGR – Istituto Gemmologico Roma.